domenica 30 marzo 2008
sabato 22 marzo 2008
Charles - Valentin Alkan
Charles-Valentin Alkan
1813 - 1888
Alkan studiò composizione e pianoforte, esordendo come musicista all’età di 12 anni, interpretando le sue musiche.
Già prima di aver compiuto 20 anni, si imbarcò per un tour - ne farà solo un secondo, le uniche due volte che lascierà Parigi – che lo vide protagonista in molte città europee.
In quel di Parigi, Alkan appartenne a circoli culturali di alto lignaggio.
Nel 1838 fece la sua comparsa in pubblico in compagnia dell’amico Frédéric Chopin, ottenendo grandi consensi di pubblico e di critica.
Per molti anni si ritirò dall’attività concertistica, dedicandosi allo studio e alla composizione: ritornò a calcare le scene che avevà già 60 anni compiuti.
Venne considerato un pianista alla pari di Chopin e Lizst, soprattutto per quanto concerne la tecnica esecutiva, e fu personalità particolarmente eccentrica.
Una sua scoperta fu quella di aggiungere un pedale al pianoforte, in modo da poter imitare la tecnica organistica (con particolare riferimento per le composizioni di J.S. Bach).
In ogni caso – con particolare riferimento al pianoforte - le sue composizioni risultano sempre tecnicamente molto impegnative.
Il nome di Alkan oggi non compare facilmente nei programmi da concerto, ma rimane un compositore di grande valore, sia sul piano strutturale-compositivo che su quello del linguaggio.
Da decenni nessuno aveva più ricevuto qualcosa di Charles Valentin Alkan da vedere e men che meno poi da sentire. Avverso già da lungo tempo ad ogni contatto, egli viveva insieme con la sua vasta raccolta di libri ed il suo amato pianoforte a pedali in una casa non più vistosa a Parigi.
Un tempo aveva partecipato ancora attivamente alla vita di società, aveva vuotato con Chopin e Liszt qualche bottiglia di Cognac. Eppure da allora era stato sempre più assorbito dalla sua sfera privata, leggeva molto nel Talmùd, suonava intricati pezzettini sul pianoforte a pedali, o faceva bene talvolta entrambe le cose allo stesso tempo e con lo stesso fervore.
Il fatto che lui venne così ben presto screditato come misantropo, non fa meraviglia. Con questo gli si fa un torto, dimostra l'affettuoso volgersi di Alkan verso il prossimo, cosa che lui metteva in pratica più spesso al calar della sera: nascosto dietro una finestra della cantina, dava ai passanti la possibilità di acchiappare un borsellino attaccato ad una cordicella, che conteneva un vecchio Louis d'or.
Non era davvero facile uguagliare il vecchio Maestro nella prontezza di riflessi in questa disciplina. Così riusciva soltanto raramente a qualcuno di impadronirsi del borsellino. Negli ultimi otto anni di vita Alkan perse soltanto quindici Louis d'or. Eppure ad ogni perdita il vecchio compositore aveva la felice sensazione di aver trovato un degno avversario, che aveva ottenuto a buon diritto la sua paga.
Morì travolto dalla libreria dalla quale voleva estrarre un libro, il Talmud
1813 - 1888
Alkan studiò composizione e pianoforte, esordendo come musicista all’età di 12 anni, interpretando le sue musiche.
Già prima di aver compiuto 20 anni, si imbarcò per un tour - ne farà solo un secondo, le uniche due volte che lascierà Parigi – che lo vide protagonista in molte città europee.
In quel di Parigi, Alkan appartenne a circoli culturali di alto lignaggio.
Nel 1838 fece la sua comparsa in pubblico in compagnia dell’amico Frédéric Chopin, ottenendo grandi consensi di pubblico e di critica.
Per molti anni si ritirò dall’attività concertistica, dedicandosi allo studio e alla composizione: ritornò a calcare le scene che avevà già 60 anni compiuti.
Venne considerato un pianista alla pari di Chopin e Lizst, soprattutto per quanto concerne la tecnica esecutiva, e fu personalità particolarmente eccentrica.
Una sua scoperta fu quella di aggiungere un pedale al pianoforte, in modo da poter imitare la tecnica organistica (con particolare riferimento per le composizioni di J.S. Bach).
In ogni caso – con particolare riferimento al pianoforte - le sue composizioni risultano sempre tecnicamente molto impegnative.
Il nome di Alkan oggi non compare facilmente nei programmi da concerto, ma rimane un compositore di grande valore, sia sul piano strutturale-compositivo che su quello del linguaggio.
Da decenni nessuno aveva più ricevuto qualcosa di Charles Valentin Alkan da vedere e men che meno poi da sentire. Avverso già da lungo tempo ad ogni contatto, egli viveva insieme con la sua vasta raccolta di libri ed il suo amato pianoforte a pedali in una casa non più vistosa a Parigi.
Un tempo aveva partecipato ancora attivamente alla vita di società, aveva vuotato con Chopin e Liszt qualche bottiglia di Cognac. Eppure da allora era stato sempre più assorbito dalla sua sfera privata, leggeva molto nel Talmùd, suonava intricati pezzettini sul pianoforte a pedali, o faceva bene talvolta entrambe le cose allo stesso tempo e con lo stesso fervore.
Il fatto che lui venne così ben presto screditato come misantropo, non fa meraviglia. Con questo gli si fa un torto, dimostra l'affettuoso volgersi di Alkan verso il prossimo, cosa che lui metteva in pratica più spesso al calar della sera: nascosto dietro una finestra della cantina, dava ai passanti la possibilità di acchiappare un borsellino attaccato ad una cordicella, che conteneva un vecchio Louis d'or.
Non era davvero facile uguagliare il vecchio Maestro nella prontezza di riflessi in questa disciplina. Così riusciva soltanto raramente a qualcuno di impadronirsi del borsellino. Negli ultimi otto anni di vita Alkan perse soltanto quindici Louis d'or. Eppure ad ogni perdita il vecchio compositore aveva la felice sensazione di aver trovato un degno avversario, che aveva ottenuto a buon diritto la sua paga.
Morì travolto dalla libreria dalla quale voleva estrarre un libro, il Talmud
giovedì 6 marzo 2008
lunedì 3 marzo 2008
Il futuro dell'arte
Come vedete il vostro futuro? Avete fiducia? Avete paura? Siete scoraggiati? Avete idee su come potremmo migliorare la situazione?
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